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Struzzi da corsa

Struzzi da corsa In effetti quella volta il fiume non prometteva nulla di meglio, si trattava solo di non nuocere a chi aveva voglia di cavalcarne il destino per raggiungere il mare. A cavallo di uno struzzo da corsa il mondo appare certo meno pesante e più goliardico. E allora vale la pena di provarci. Finchè si è in tempo. Marco Quaroni ci ha provato un’altra volta. Questo non fa di lui un ardimentoso, ma ne esalta l’inclinazione verso il paradosso. Giovane autore originario di Villa di Tirano, Quaroni propone una terza fatica letteraria carica di passione, sogno, balle e divertimento. Dopo l’esordio con “Giovani vecchi ragazzi” nel 1997 e la raccolta di racconti “Si sono svegliati gli ermellini?” nel 2000 ecco un Quaroni più spassoso e disilluso, che racconta la storia di tre onesti fuorilegge di montagna. E in questo modo riesce a trasportare le inquiete e rabbiose novelle che ha narrato nei primi due scritti nella realtà della provincia di Sondrio. Un percorso che, se troverà seguito in nuove opere, potrebbe farlo diventare lo scrittore più “maledetto” delle Alpi.
Gli “Struzzi” di El Quaron parlano di tre amiconi che ad un certo punto decidono di “darci un taglio” con il lavoro e con il freddo per tentare il colpo che vale la vita, quello che garantisce il passaporto della felicità. E allora via i nomi americani e la ribellione giovanile (cose che nei primi due volumi erano molto care all’autore villasco) per dare spazio a Arto “Gamba Matta”, Zino “il Muto” e Alcino “il Silenzioso”. E soprattutto per dare ancora una volta voce a coloro che solitamente non ce l’hanno, filo conduttore di ogni riga scritta dal giovane prosatore. Che stavolta lo fa in maniera lievemente diversa.
La goliardia la fa da padrone, la fuga dei tre diventa una ricerca scientifica di serenità e le circostanze che ne seguono stanno tra il folle e il romantico. Nel bel mezzo dell’oceano si rivedono le montagne, nel deserto s’intrecciano sentimenti e corse di struzzi, una locanda diventa teatro d’amore. Fino ad un finale tragicomico a sorpresa e la puntuale frecciata alla finta società degli omologati. Un breve monologo scritto su misura per il palcoscenico, un testo che dovrebbe essere recitato, letto, da chi di fuga ne sa qualcosa.
Quaroni ritorna e propone qualcosa di personale, dimostrando di saper regolare sempre più il suo estro, di conoscere e tenere a bada la sua scrittura. Il libro, stampato dalla tipografia Poletti di Villa di Tirano, è in vendita, forse, solo alla Libreria Alice di Sondrio.

Paolo Croce (Il Giorno)

Marco Quaroni
Struzzi da corsa - monologo
64 pagine - cm 11x15
Litografia Poletti - 2001

 

 

Controcopertina

Non che quella volta il fiume promettesse di meglio. Si trattava solo della voglia che qualcuno aveva di cavalcarne il destino per raggiungere il mare.

In conclusione…

 NON TROVI MAI NEBBIA, PENOMBRA O FOSCHIA, NEL LETTO DI LUCIA (Rino Gaetano)

copyrght 2009 Jack Moratti