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Nel mezzo del cammin di mia vita sono inciampato nel Ducoli. Un cantautore camuno. Di lì in poi non ci siam più divisi. Abbiamo analizzato le reciproche opere capendo, senza nemmeno troppo impegno, che dicevamo le stesse cose. Così ci siamo fatti delle vicendevoli prefazioni prima e abbiamo viaggiato attraverso la Scozia poi, forgiando nel corso del viaggio la grande opera UOMINI DELLE TAVERNE, un disco e un libro, praticamente la stessa cosa. Nessuno ha capito la grandezza di quel progetto, tranne noi. O forse nemmeno noi. Pubblico qui qualche immagine di me e il Duc, alcuni frammenti di quella Scozia nel giugno 2002, e le ironiche e paradossali lettere, mai spedite, di richiesta di finanziamento al progetto. Col tempo aggiungeremo altre lettere, altre immagini, altre note, altre parole. Altri silenzi. Sicuramente un bel po' di silenzi.
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Lettera alle case vinicole |
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Parigi, 03.08.2001 (Lozio, 03.08.2001) Musica e letteratura insieme cercano l'esatta nonché genetica comunione con i prodotti dell'uva. La cultura italiana di oggi soffre ogni giorno sempre di più la terribile minaccia di contaminazione incondizionata il cui significato troppe volte non si concilia con la tradizione culturale delle nostre province. Il lavoro che stiamo cercando di portare avanti da un po' di tempo a questa parte consiste sostanzialmente nella ricerca di un riequilibrio dei nostri valori. Questo non deve significare escludere a priori la possibilità di un certo livello di contaminazione ma deve comunque servire a mettere in chiaro che le necessità della provincia mai come oggi si fanno prioritarie. Musica e letteratura dunque, cui soltanto l'indispensabile comunione con i già citati prodotti dell'uva risulta funzionale alla nostra missione. Cinque anni di costante lavoro e dedizione ci hanno permesso di ampliare il nostro raggio d'azione al di fuori della provincia alpina. Riscontri di critica e pubblico come potrete ben osservare nella documentazione allegata dimostrano che tutto questo parlare e cantare non sono un lavoro vano. Intendiamo con queste poche righe proporvi una collaborazione finalizzata alla realizzazione di un progetto unicamente indirizzato a sottolineare con forza l'importanza del vino. Il progetto consiste in un'opera composta da 14 canzoni e un lavoro letterario accomunabili nel toponimo "Uomini delle taverne". Sarebbe per noi auspicabile verificare una vostra eventuale disponibilità a sostenere il progetto ovvero ad un incontro per discuterne i termini logistici. Vogliamo in questa sede sottolineare che il materiale preventivamente predisposto e sottoposto a uomini di settore (Giuseppe Cederna, fra l'altro interprete di "Mediterraneo" e Gabriele Muccino, nuovo e già affermato regista italiano) ha suscitato interesse da parte dell'industria cinematografica per la realizzazione di un film incentrato sulla vita della piccola provincia ovvero sul ruolo che il vino ha da sempre assunto fra la gente della piccola provincia. Alleghiamo alla presente materiale già in commercio e quant'altro per consentirvi di avere un'idea di massima in riferimento alla qualità del prodotto e confidiamo vivamente in un vostro sincero interessamento. Non imboccare mai il cammino se la bocca non sa di vino.
Sinceramente vostri Marco Quaroni Alessandro Ducoli
P.S. La nostra intenzione si concretizza nella realizzazione di un pacchetto denominato "Uomini delle taverne" contenente il libro "L'uomo delle taverne" di Marco Quaroni e il disco "Taverne, stamberghe, caverne" di Alessandro Ducoli. Il pacchetto e le opere citate chiedono come copertina l'etichetta di un vostro vino. Probabilmente un nuovo sistema per pubblicizzare i prodotti della letteratura, della musica e dell'uva, ovvero delle braccia e della mente.
Grazie. |
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Lettera alla Curia |
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Civitavecchia, 25.12.2001 (Lozio, 11.11.2001)
Buongiorno a Voi, cari. Abbiamo sentito dire che avete una certa influenza ed un certo potere nelle cose di tutti i giorni. Non sappiamo se ciò risponda al vero. Potrebbe trattarsi di semplici chiacchiere di paese ma anche da luoghi ameni viene la conferma della di Voi influenza nel campo dell’arte e in certi casi le voci hanno un importante fondamento di verità. Musica e lettere accompagnano la vita del pellegrino ogni giorno, nella pienezza della consuetudine familiare così come nelle stravaganze del locale pubblico. Durante la festività ci si ritrova nella taverna di piazza prima e dopo la sacra funzione religiosa per parlare in amicizia dei fatti e dei casi, riscoprendo così il valore morale di tutte le cose. La nostra vita ha profonde ed importanti basi teologiche.
Non che con questo si voglia influenzare la Vostra pia decisione sull’eventuale sovvenzione alla nostra opera, ma Marco Quaroni (lo scrittore) ha prestigiosi trascorsi studenteschi presso il pio istituto Fondazione G.Tovini di Brescia mentre Alessandro Ducoli (il poeta) vanta addirittura un passato da piccolo chierico. Abbiamo sostenuto anche una piccola presentazione ufficiale delle opere nella biblioteca della parrocchia del paese, riscuotendo un discreto consenso tra gli altri prelati del borgo. E così, mentre la domenica l’uomo del bar racconta della gentilezza di sua moglie, per altro confermata di buon grado anche dai suoi più cari amici, i valori della quotidianità e della fede si mescolano alle lettere e alla musica creando un insieme che parla allo spirito. Su questi argomenti si basa il lavoro artistico da noi prodotto, frutto del sacrificio e della speranza. Certi della Vostra pia attenzione, porgiamo cordialità.
Marco Quaroni Alessandro Ducoli
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Lettera al Ministero |
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Porto Recanati, 25.12.2001 (Milano, casa Maurizio Pini 25.11.2001) Caro Ministero, in questi giorni di grande letizia chiediamo ad ella di rivolgere a noi un occhio misericordioso. E' vero che vi occupate di arte e cultura? Una domanda forse sfrontata? No. Una sincera richiesta di chiarimenti da due poveri e onesti cittadini che vedono nelle istituzioni una grande figura materna a cui rivolgersi nei momenti di difficoltà. Come appunto quello che stiamo vivendo in questo momento. Di difficoltà. Abbiamo in corso un'opera musicale e letteraria interamente centrata alla ricerca e valorizzazione di quegli aspetti di una piccola quotidianità di provincia mai come oggi messa a dura prova dalle veloci cadenze della metropoli. Ella sappia infatti, come per noi del resto è facile percepire da questi ameni paesaggi (già natali per illustri personaggi), che dai piccoli luoghi del nostro beneamato Belpaese spesso nascano le grandi cose. Cosa sono in fondo musica e letteratura se non il prodotto tipico della buona cultura italiana? A questo punto, ci stiamo informando da amici giuristi e da uno zio dentista su quali siano un po' i vostri meccanismi di elargimento sovvenzionatorio: ad esempio, è vero che la gentile Marina Ripa di Meana ex Lante Della Rovere ha ricevuto una sovvenzione di lire 60 milioni per la realizzazione della sua opera prima cinematografica, di cui, ella non ce ne voglia, ci sfugge il titolo? I nostri amici informatori ci hanno altresì detto che la realizzazione di quest'opera ha consentito a ben 28 persone di andare al cinema. Non vogliamo con questa sostenere la nostra superiorità nei confronti della "cara amica italiana" ovvero sostenere una vostra certa distrazione o disattenzione analitica nella scelta dei parametri di sintesi posti a vostra guida. Chiediamo quindi con immensa umiltà che ci vengano inviati alle rispettive residenze i moduli prestampati per l'ottenimento del cercato finanziamento. Nel mentre del congedo cogliamo l'attimo per porgere ad ella un'ultima domanda: musica e letteratura? Sì, proprio elle. Grazie.
P.S. Alla presente alleghiamo curriculum vitae dello scrittore valtellinese Marco Quaroni e del cantautore camuno Alessandro Ducoli. Un dettagliato e minuzioso riassunto della nostra seppur breve, ma ben intensa attività pro musica e letteratura. Sappiate farne tesoro. Un ultimo saluto lo porgiamo ad ella rubando un po' a quella piccola tradizione culturale citata: quando il sole tramunta l'asino s'impunta (quando il sole tramonta l'asino s'imponta). Alessandro Ducoli Marco Quaroni
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Lettera al fallimento |
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Gera Balote, casa del Ducoli 13.12.2002
Egregio signor Fallimento, un anno intero, un lungo anno, 365 giorni, 4 stagioni, un gran sacco di settimane, minuti, secondi. Il tempo è passato. Siamo due poveracci. Sapevamo tutto dall’inizio ma abbiamo taciuto. Ingenua certezza. Ci scusi se ci siamo permessi la “presunzione” di aspettare cotanto tempo. Tralasceremo ogni ulteriore fronzolo per venire al dunque. Dunque. Forse voci, vocii, chiacchiere, inutili schiamazzi di gente, niente altro che cialtroni. Tutta gente, per Dio gentaccia, che con le nostre due “inutili figure” ben nulla, e diciamolo pure “assolutamente nulla”, tiene cosa da fare. Allora, dunque, un materno rapporto, ancestral sentimento e beato, ci lega alla sua beneamata, Gentilcristallinarugiada signora. Il dolore, il dolore, sì il dolore. Maestro, sappia dunque che dalle analisi effettuate sul territorio, nonché approfondite indagini, rivalutate supposizioni, ricalcolate collimazioni, attentamente calibrate supposizioni, emerge con forza e fermezza che la sua “amata” Vittoria viene descritta la qual un troione. Siamo pertanto ad informarla che la sua espressa disponibilità a condividere, ovvero economicamente sostenere, il nostro raggiante progetto culturale non può di affrettato grado essere valutata con la dovuta serenità. Ringraziandola anticipatamente per quanto da lei già ampiamente dimostrato nei nostri confronti, siamo infine a porgere i nostri più cordiali affetti e dolorosamente a porgere richiesta di interruzione del nostro rapporto professionale. Rinnoviamo comunque la nostra disponibilità a ridiscutere in là nel prossimo tempo ulteriori collaborazioni.
P.S. Ovviamente siamo certi, siamo certamente certi, che a fronte di sue richieste più o meno esplicite di chiarificazioni, la signora Vittoria avrà leggero risentimento nei nostri confronti. Non le creda. A testimonianza di quanto giustappunto asserito le chiediamo di verificare quanto approfonditi siano i rapporti professionali tra la sua signora e colui che lei ben conosce qualora anagraficamente noto quale Biagio. Truffaldina memoria non tradisce il fatto che anche sua sia la responsabilità di una collaborazione professionale con il cantante citato. Inganno fu. Le ricordiamo a tal proposito che la gaia melodia tanto cara ai giovani e riportante “mi fai stare bene” è ben riferita al successivo “rapporto professionale” tra sua moglie Vittoria e il ragazzo Emiliano. Di nuovo grati.
Quaroni e Ducoli, sempre suoi.
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