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Lettera a Babbo Natale Stampa E-mail
Verso Roncobillaccio, 20.12.2001

Caro Natale, è proprio qui in queste desolate e ghiacciate pianure, che sovviene il desio di avere vicino qualcuno. In questi ultimi mesi abbiamo cercato insistentemente di raccogliere conforto e comprensione, un volto d'amicizia, un sorriso, quella mano che tutti cercano in tutti quelli che in qualche modo ci sono passati accanto; indifferenza, ingratitudine, inimicizia, inadeguatezza è tutto ciò che ci hanno lasciato. Dicembre. Prati accarezzati da neve, pianure che preludono al monte e tramonti. Luci di Natale all'orizzonte si alternano alle ombre delle gru e cemento dove lento va a morire lo sconfinato e desolato lamento. Strano periodo il Natale. Sappiamo che tu ne sai qualcosa. Queste righe poste alla tua attenzione vogliono semplicemente sollecitare un tuo piccolo, umile, amichevole aiuto. Anche noi, uomini di granito, dalla scorza dura e dalla tempra forte, in questi giorni ci sentiamo un po' bambini e abbiamo deciso di scriverti la nostra “letterina”. Da troppi anni ormai sotto al nostro albero tu non poni doni alcuni. Niente trenini, nessun Pinocchio di legno e nemmeno il torrone, di cui siamo entrambi ancora ghiotti. Giorni di disperazione che richiedono un tuo lesto intervento per lenire tale mesto scoramento. Buon lavoro dunque Babbo Natale! Aspettiamo con ansia e ci rimettiamo alla tua clemenza.

P.S. Voci maligne sostengono che tu non esista, sono quelle stesse voci che ci accusano di cattiveria. Sappi dunque che combattiamo anche noi per la tua stessa causa: volgere il maligno al benigno.

P.S. 2 Verremo a trovarti a Rovaniemi dopo le festività certi che avrai un po' di tempo per fare 4 chiacchiere a 6 occhi.

Alessandro Ducoli
Marco Quaroni
 

Il disco

il disco

In conclusione…

 NON TROVI MAI NEBBIA, PENOMBRA O FOSCHIA, NEL LETTO DI LUCIA (Rino Gaetano)

copyrght 2009 Jack Moratti